Barcellona overtourism: come ridurre il nostro impatto sulla città

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«Tourists go home!», turisti tornate a casa, è una delle scritte che vi capiterà sicuramente di leggere sui muri di Barcellona durante la vostra visita. È facile sentirsi chiamati in causa di fronte a frasi così perentorie, ma noi di Visitare Barcellona vogliamo invitarvi a un approccio diverso, più consapevole. 

Perché, come molte altre città europee, Barcellona affronta da anni il grosso problema dell’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. 

Noi di Visitare Barcellona viviamo nella capitale catalana da quasi due decenni e l’abbiamo vista cambiare e sovraffollarsi col tempo. Negli ultimi anni la situazione di mancanza di spazio si è fatta ancora più palpabile e urgente. 

Per questo abbiamo deciso di dare un nostro contributo e scrivere il Manifesto per un turismo responsabile a Barcellona. Siamo convinti che ognuno di noi ha un grande potere per rendere il mondo un posto migliore, anche quando viaggia in una nuova città.

L’impatto dell’overtourism a Barcellona

È una realtà che tocchiamo con mano ogni giorno, e ce lo confermano i vostri commenti sotto gli articoli del blog: la Rambla, le vie del quartiere Gotico e del centro storico, le spiagge della Barceloneta, le attrazioni più popolari come la Sagrada Familia e il Parc Güell, sono diventate zone ad altissima concentrazione di esseri umani. 

Ve lo ricordiamo sempre: prenotare le visite e studiare gli itinerari con un po’ di anticipo è la soluzione per poter visitare la città senza perdersi gli scorci più famosi.

Ma gli inconvenienti dell’overtourism non si fermano qui (magari!), perché il suo impatto colpisce soprattutto le persone residenti stabilmente in città. 

A Barcellona, per esempio, il sovraffollamento turistico si traduce in: 

  • Aumento dei prezzi degli affitti e degli immobili: Affittare un appartamento per lunghi periodi è sempre più caro e complicato. Anche il costo per acquistare case è salito notevolmente, e questo mette sotto pressione i residenti locali​.
  • Svuotamento dei centri storici: L’elevato numero di alloggi turistici ha contribuito allo svuotamento del centro storico, soprattutto nei periodi di bassa stagione. Questo riduce la presenza di persone residenti stabilmente in certi quartieri e dei negozi di commercio locale che ne ravvivano le strade.
  • Perdita di identità e comunità: L’afflusso massivo di turisti e la conseguente commercializzazione della città hanno diluito il senso di comunità e l’identità culturale delle aree più colpite​ di Barcellona (per esempio il barrio Gótico, il Born o la Barceloneta).
  • Problemi di accessibilità: L’alta densità di turisti rende difficile sia per i residenti che per gli stessi visitatori l’accesso a infrastrutture essenziali come i trasporti​ pubblici.
  • Aumento dei rifiuti: Il turismo di massa porta con sé un significativo incremento dei rifiuti, con gravi implicazioni ambientali​ e un carico notevole sul personale dell’azienda municipale che gestisce la raccolta.
  • Aumento del consumo di acqua: L’impatto del turismo di massa sul consumo di acqua a Barcellona è diventato una preoccupazione crescente, soprattutto in considerazione dell’emergenze siccità 2023/2024. Secondo uno studio dell’associzione degli alberghi barcellonesi, gli hotel rappresentano il 9% del consumo totale di acqua della città.
  • Fuga dei residenti: Molte persone residenti da anni a Barcellona hanno abbandonato i quartieri storici a causa dell’aumento del costo della vita e della perdita di qualità abitativa, spostandosi in zone meno centrali o persino fuori città​.

Ne ha discusso anche Ada Colau, ex-sindaca di Barcellona, in questo episodio in italiano del podcast Globo de Il Post: 

C’è un passaggio del podcast che consideriamo molto importante per capire la complessità del dibattito sul tema: quello in cui Colau ribadisce che Barcellona è una città aperta e cosmopolita, che vuole continuare a essere tale. 

La parola iperturismo è da anni protagonista delle conversazioni di chi vive a Barcellona e il malcontento si è fatto sempre più palpabile nel tempo; la sensazione diffusa è che il turismo abbia rubato l’anima alla città.

Nell’intervista, Colau specifica però che la rabbia collettiva non è rivolta alle persone che vengono a fare turismo in città ma al modo in cui viene gestito il business del turismo, dove gli operatori turistici sfruttano la città per i loro guadagni senza responsabilizzarsi delle conseguenze.

Vi consigliamo con tutto il cuore di ascoltarlo perché spiega benissimo i concreti impatti negativi del sovraffollamento turistico sul tessuto urbano e sociale di Barcellona. Scoprirete anche alcune delle più importanti politiche di Colau durante il suo mandato come (ora ex) sindaca di Barcellona: la regolamentazione degli affitti brevi e la limitazione all’espansione delle strutture ricettive nei centri storici per proteggere la residenzialità e il commercio locale.

Il nostro manifesto per un turismo responsabile a Barcellona

E ora veniamo a noi: cosa possiamo fare nel nostro piccolo?

Quando viaggiamo, ogni scelta e piccolo gesto (soprattutto i piccoli gesti!) ha il potere di contribuire alla riduzione dell’impatto negativo del turismo sulla città. 

Promuoviamo un modo di viaggiare più consapevole e rispettoso, fondato su queste semplice azioni:

🙊 Rispettate gli spazi pubblici: Mantenete pulite le strade e le piazze che percorrete ed evitate schiamazzi e rumore se andate in giro per locali, soprattutto la sera.

🛍️ Sostenete le attività locali: Fate i vostri acquisti in negozi e mercati locali, invece che negli impersonali negozi di souvenirs o nelle grandi catene.

📅 Viaggiate in bassa stagione: Visitate Barcellona in periodi differenti dell’anno, per evitare soprattutto il sovraffollamento dei mesi estivi. Sarà un vantaggio anche per la tranquillità dei luoghi che visiterete.

🏙️ Scoprite i quartieri meno noti: Esplorate le zone meno turistiche della città per distribuire più equamente il vostro impatto.

👩🏼‍💻 Informatevi prima di partire: Cercate il maggior numero di informazioni sul luogo che state per visitare. Interessatevi alla storia, la cultura, la natura, le tradizioni culinarie… e magari imparate qualche espressione quotidiana nella lingua locale (catalano o spagnolo per Barcellona!).

♻️ Limitate il vostro impatto ambientale: Riducete l’uso di plastica monouso e camminate più che potete. Evitate gli sprechi; come evitiamo di sprecare risorse a casa, è saggio farlo anche in vacanza. Chiudete l’acqua quando non vi serve, la Catalogna sta passando per un lungo periodo di siccità. Spegnete l’aria condizionata se le temperature esterne non sono troppo alte.

🤝 Immergetevi nella cultura locale: Il viaggio è anche un momento di confronto con una cultura diversa, cercate di avere un approccio di rispetto e curiosità nei confronti di usi e costumi differenti dai nostri. Provate la cucina locale: per quella italiana o internazionale avete tempo tutto l’anno!

🏅 La vostra scelta conta: Ogni decisione che prendete durante il tuo soggiorno può influire sull’ambiente locale e sulla comunità, tenetene conto!

Avete mai pensato a come viaggiare in modo più sostenibile e meno impattante per le comunità locali? Apriamo la conversazione nei commenti!

Copywriter

Alice Orrù

Content writer specializzata in linguaggio inclusivo e accessibile. Vive a Barcellona da più di 10 anni.

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