Chi conosce Barcellona ha sicuramente sentito parlare della Casa Batlló o della Pedrera, ma pochi sanno che, passeggiando tra le vie dell’Eixample, si può scoprire una delle opere meno conosciute (e forse più “sobrie”) di Antoni Gaudí: la Casa Calvet.
A prima vista potrebbe sfuggirvi, perché non ha l’eccentricità evidente delle altre architetture firmate dal maestro. Ma guardandola con attenzione, emergono i dettagli, i simboli e la maestria che rendono unica anche quest’opera.
In questo articolo vi portiamo a scoprire cosa rende speciale Casa Calvet, dove si trova, se e come si può visitare, e perché (se siete appassionati di architettura o semplicemente vi piace scoprire gemme nascoste) vale assolutamente la pena inserirla nel vostro viaggio.
Che cos’è la Casa Calvet?
E’ uno degli edifici più raffinati progettati da Antoni Gaudí, costruito tra il 1898 e il 1900 per l’industriale tessile Pere Màrtir Calvet. L’edificio ospitava negozi al piano terra e appartamenti nei piani superiori, seguendo una struttura funzionale ma ricca di stile.
Spesso viene definita l’opera più “tradizionale” di Gaudí (e sì, mettiamo le virgolette perché con Gaudí nulla è davvero convenzionale) soprattutto per la sua facciata simmetrica e l’equilibrio formale, ben lontani dalle linee eccentriche e dai colori vibranti di Casa Batlló o La Pedrera. Ma se guardate bene, anche qui troverete la sua impronta inconfondibile: dettagli scolpiti, simbologie nascoste e un’estetica tutta giocata tra rigore e fantasia.
E attenzione! Non ci crederete ma Casa Calvet è una delle poche opere dell’architetto catalano ad aver ricevuto un riconoscimento ufficiale durante la sua vita. Nel 1900, il Comune di Barcellona le assegnò il premio per il miglior edificio completato quell’anno.
Si può visitare l’interno?
Purtroppo Casa Calvet non è visitabile come museo. L’edificio, progettato da Gaudí, è oggi un immobile privato e non prevede visite guidate né ingressi turistici all’interno dei suoi piani superiori. Però… un piccolo assaggio della sua bellezza potete comunque averlo!
Al piano terra infatti si trova un ristorante (China Crown, di cui vi parleremo tra pochissimo) e una caffetteria: qui, mentre vi godete un pranzo o un caffè, potete ammirare da vicino diversi dettagli originali dell’opera di Gaudí. Certo, non sarà come entrare in Casa Batlló o alla Pedrera, ma è comunque un’occasione speciale per osservare da vicino l’eleganza di uno dei suoi lavori meno turistici.
Perché non dovreste perdervela, anche solo da fuori
- Offre la perfetta sintesi tra ordinarietà urbana e genio creativo.
- È un’opera d’avanguardia strutturale che anticipa le soluzioni organiche dei capolavori successivi.
- È generalmente meno affollata rispetto alle mete “di punta” di Gaudí.
- Permette di apprezzare i dettagli nascosti (scolpiti, intagliati o forgiati) senza distrazioni.
Cosa vedere a Casa Calvet
Ecco i dettagli sorprendenti che vale la pena osservare con attenzione (no worries, tra poco ve ne parleremo nei dettagli):
- La facciata elegante: realizzata in pietra di Montjuïc, presenta una simmetria rigorosa con balconi in ferro battuto e decorazioni scolpite.
- I funghi scolpiti: si trovano sopra il balcone d’ingresso e rimandano alla passione del committente per la micologia, inseriti come elementi simbolici e naturalistici (tipico di Gaudí).
- Il ferro battuto: ringhiere e portoni decorati con curve complesse e motivi floreali, esempio dell’altissima qualità artigianale dell’epoca.
- La terrazza e i camini: sul tetto si notano camini ornamentali e frontoni curvi, anticipazioni delle forme scultoree che Gaudí userà nelle sue opere successive.
- L’interno del piano terra: oggi ristorante, conserva archi, colonne e soffitti lignei originali, decorati in stile modernista con motivi geometrici e naturali.
Ma entriamo nei dettagli da non farvi sfuggire per nulla al mondo:
La facciata
Come vi abbiamo già accennato, vista da fuori, Casa Calvet può sembrare più “classica” rispetto alle creazioni più famose di Gaudí. Ma guardate meglio: dietro la simmetria imposta dai regolamenti dell’Eixample si nascondono dettagli scolpiti con una maestria incredibile. Ci sono le iniziali del proprietario (P e C), simboli religiosi, motivi ispirati alla natura e persino una croce di San Giorgio. I balconi in ferro battuto, dalle linee curve e fluenti, sono un’anticipazione di quelle che vedremo poi a Casa Milà.
Altro dettaglio importante: la facciata è costruita in pietra arenaria estratta da Montjuïc. La pietra di Montjuïc è significativa nell’architettura catalana, perché è stata utilizzata fin dall’epoca romana ed è simbolo di legame con il territorio (come si è fatto, ad esempio, con la Cattedrale di Santa Maria del Mar).
I funghi scolpiti
Sì, avete letto bene: ci sono funghi scolpiti sulla pietra. Gaudí li inserì come omaggio alla passione micologica del proprietario, Pere Màrtir Calvet (quello delle iniziali di cui abbiamo parlato prima). Sono incastonati nella parte inferiore della facciata, e rappresentano un dettaglio curioso che spesso sfugge a chi guarda di fretta.
Insieme alle colonne salomoniche e ai rilievi decorativi, contribuiscono a raccontare la personalità di chi abitava e lavorava qui (un uomo colto, appassionato di natura e innovazione).
Il tetto con camini ornamentali
Il tetto non ha l’impatto teatrale delle altre opere dell’architetto catalano, ma nasconde comunque dettagli interessanti. I frontoni lobati e i camini decorativi mostrano le prime sperimentazioni dell’architetto nell’usare le coperture come spazi creativi e scultorei. Idee che svilupperà in modo più audace nelle sue opere successive, come Casa Batlló e Casa Milà.
Il ristorante China Crown
Non ve lo immaginereste mai, ma al piano terra di Casa Calvet (un tempo negozio di tessuti della famiglia Calvet) si trova oggi il ristorante China Crown, specializzato in cucina cinese imperiale. È un’esperienza davvero unica: mentre cenate, avete intorno a voi colonne salomoniche in granito, soffiti lignei finemente decorati e archi ornamentali con motivi vegetali, tutti originali e parte del progetto di Gaudí.
Per chi ama l’architettura modernista, è un’occasione rara di “mangiare” la storia: potete vivere la casa di Gaudí non solo guardandola, ma sedendovi e respirando ogni dettaglio. Si consiglia la prenotazione, perché il locale ha pochi tavoli e è spesso molto richiesto (meglio farlo in anticipo tramite il sito ufficiale).
Dove si trova Casa Calvet a Barcellona?
Si trova nel cuore dell’Eixample, uno dei quartieri più centrali e iconici di Barcellona, a meno di 10 minuti a piedi da Plaça Catalunya. È incastonata tra altri eleganti edifici modernisti e si mimetizza perfettamente con l’architettura del quartiere (decisamente più discreta rispetto a opere come Casa Batlló, che “gridano” Gaudí da lontano).
Arrivare è davvero comodissimo. Si raggiunge facilmente con i mezzi, è pianeggiante, centrale e a due passi da altre opere dell’architetto, come La Pedrera. Perfetta da includere in un itinerario tematico tutto dedicato a Gaudí.
Come arrivare dal centro di Barcellona
- A piedi: circa 10 minuti da Plaça Catalunya
- In metro: linea rossa (L1) o linea gialla (L4) fino a Urquinaona, poi 5 minuti a piedi
- In autobus: diverse linee fermano nelle vicinanze; per gli orari aggiornati, consigliamo di usare l’app TMB
- In taxi: circa 6–8 euro dalle zone centrali, soprattutto se si utilizza un servizio come Metro Taxi
- In bicicletta: facilmente raggiungibile grazie alla rete di piste ciclabili che attraversano l’Eixample
Il modo più facile per arrivare secondo noi
Se alloggiate nel centro città, camminare è l’opzione migliore (come diciamo sempre, Barcellona è perfetta da esplorare a piedi).
Arrivate da più lontano? Allora vi consigliamo la metro – il modo più veloce ed economico per arrivare.
I taxi sono comodi, ma attenzione al traffico della zona: non sono sempre la scelta più rapida.
I nostri consigli
- Prendetevi il tempo per osservare la facciata con attenzione: molti dei dettagli più interessanti sono scolpiti nella pietra, e rischiano di passare inosservati a uno sguardo frettoloso.
- Alzate lo sguardo: le decorazioni in ferro battuto sui balconi sono tra le più raffinate e rivelano tutta la maestria artigianale del progetto.
- Se amate Gaudí, abbinate la visita a Casa Calvet con altre sue opere vicine, come Casa Batlló o La Pedrera: vi darà un quadro più completo della sua evoluzione stilistica.
- L’Eixample è pieno di edifici modernisti poco noti: vale la pena esplorare le strade circostanti.
- Passate nel tardo pomeriggio: la luce radente valorizza le lavorazioni della facciata e rende l’atmosfera ancora più suggestiva.
Domande Frequenti
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Per cosa è conosciuta la Casa Calvet?
Casa Calvet è famosa per essere l’opera “più ordinata” di Gaudí. Ma attenzione, ordinata solo in apparenza! Dietro la simmetria e l’aspetto sobrio si nasconde una marea di dettagli creativi: balconi curvi, simboli religiosi, richiami alla natura…è una delle sue creazioni più eleganti e raffinate.
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Si può entrare nella Casa Calvet?
Non si può visitare come museo, purtroppo. L’edificio è privato e ospita un ristorante al piano terra (China Crown), dove però si possono ammirare da vicino alcuni splendidi elementi architettonici originali. Quindi sì, un piccolo assaggio lo si può avere!
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Perché ci sono dei funghi sulla facciata di Casa Calvet?
Perché il committente, Pere Calvet, era un appassionato di micologia. E Gaudí ha deciso di omaggiarlo scolpendo dei funghi nella pietra della facciata. Un dettaglio un po’ strano? Forse. Ma tipico del suo stile, sempre un po’ fuori dalla norma.
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Come si confronta Casa Calvet con le altre opere di Gaudí?
È molto più sobria e simmetrica rispetto ai suoi lavori più famosi come Casa Batlló o la Pedrera. Ma proprio per questo è interessante: mostra il lato più “contenuto” di Gaudí, ancora legato a certi canoni dell’architettura classica, ma con una vena fantasiosa che già preannuncia ciò che verrà.
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Vale la pena visitarla?
Assolutamente sì! Non sarà spettacolare come altre opere più celebri, ma Casa Calvet ha un fascino tutto suo. Se amate scoprire luoghi meno battuti, vi piacerà. E poi è in una zona bellissima, perfetta per combinare la visita con altri edifici modernisti.
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