Ep.3 - Tra passato e presente della Rambla di Barcellona
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Scritto da valeria

Tra passato e presente della Rambla di Barcellona

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Trascrizione dell’episodio

VALERIA

Benvenute e benvenuti al terzo episodio di Voci da Barcellona, il PodCast di Visitare Barcellona. Io sono Valeria

ILARIA

Io sono Ilaria e oggi scopriremo quella che è sicuramente la via più dinamica di Barcellona, la famosissima Rambla! Torneremo indietro nel tempo per scoprire che in origine la Rambla non era una via… Parleremo di cosa non perdere sul viale più caotico di tutta Barcellona, e non mancheranno tante curiosità! 

VALERIA

In questo episodio vogliamo mostrarvi una Rambla diversa da quella che siete abituati a vedere, un dietro alle quinte non così turistico, perché raccontato da noi, che viviamo qui da oltre dieci anni. Questa via fa parte della nostra storia e del nostro vissuto e non potevamo infatti non parlare dell’attentato che il 17 agosto del 2017 è avvenuto proprio sulla Rambla. Se i più sensibili non vogliono ascoltare questa parte… tranquilli che ne parleremo alla fine dell’episodio… 

VALERIA

Ila, iniziamo, dove si trova la Rambla? 

ILARIA

La Rambla parte dalla Plaça Catalunya e arriva al al monumento a Cristoforo Colombo. 1 È lunga un chilometro e trecento metri e divide due quartieri del centro storico: scendendo verso il mare, il quartiere che si trova a sinistra della Rambla è il Barrio Gotico e quello che troviamo a destra è il quartiere del Raval.

VALERIA

Ricordiamo a chi ci ascolta e non è mai stato a Barcellona che la Piazza Catalogna, da dove nasce la Rambla, è la piazza centrale della città. Sul nostro blog visitarebarcellona.com potrete trovare tutte le informazioni su come muoversi in città e su come raggiungere la centralissima Rambla!

VALERIA

Ma partiamo dalla base… cosa significa il nome ”Rambla”? 

ILARIA

La parola Rambla deriva dall’arabo, raml (sabbia) e fa riferimento ad una via ricavata da un corso d’acqua che si è prosciugato, che è stato deviato oppure interrato. In origine infatti la Rambla era un piccolo ruscello nel quale confluivano anche le acque piovane che, dalle colline della città, scendevano verso il mare. La Rambla era il limite occidentale della città: il Raval non esisteva e nemmeno la Piazza Catalogna. Era tutta aperta campagna! 

VALERIA

Ma Ila di che periodo stiamo parlando? Perché io ricordo di aver visto delle antiche fotografie di signore con la pelliccia che passeggiavano davanti al Liceu, che ricordiamo essere il teatro dell’Opera di Barcellona che si trova sulla Rambla, inaugurato nel 1847. 

ILARIA

Si Vale stiamo parlando di molto tempo prima, di quando Barcellona era una Colonia romana chiamata: Colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino. Barcino è stata fondata, appunto, durante il regno di Augusto (negli anni 20 a.c.). A quei tempi La Rambla era un corso d’acqua e nel 300 c’erano delle mura di protezione che escludevano questo canale d’acqua. (1854 abbattimento mura) La trasformazione della Rambla da corso d’acqua a “paseo principal” è lunga e la racconterò pian piano… Posso dire che La Rambla si poteva percorrere a piedi già dalla fine del XIII secolo e poco a poco diventerà non solo una strada indispensabile per il commercio ma anche la via più democratica, dove si mescolano etnie, classi sociali…dal XVI secolo diventerà il viale preferito per la borghesia e l’aristocrazia locale… poiché ancora non esisteva Paseo de Gracia inaugurato nel 1827… 

VALERIA

Ila quindi per riassumere anticamente La Rambla era un fiume che verrà deviato (poi ci spiegherai perché!) e già nel 1300 si potevano vedere persone passeggiare per questa via. Giusto?

ILARIA

Sì, anche se era una passeggiata molto molto rustica: con orti, animali al pascolo; dovremo aspettare il 1778 per vedere la vera trasformazione della Rambla in “paseo principale” della città! Come vedremo meglio dopo… 

VALERIA

Comunque avevo letto tra le curiosità della Rambla che vicinissimo al Liceu, avvenivano le impiccagioni già dalla metà del 1200… ma è vero? 

ILARIA

Eh si! Le impiccagioni avevano luogo in tutta Barcellona dal 1382 al 1832, (non parleremo del tribunale dell’Inquisizione perché ci vorrebbe un episodio a parte!) e, in quella che oggi è la Pla de la Boqueria, si trovava il patibolo per le esecuzioni. Spesso i cadaveri venivano lasciati appesi giorni come segnale, un avviso: non fate lo stesso errore sennò questa è la fine che farete! 3 Comunque per ritornare alla storia della Rambla: poco a poco, in quello che poi sarà il quartiere del Raval, nasce un sobborgo e si decise di includere quest’area all’interno delle mura che proteggevano soltanto il quartiere Gotico. Alla fine del XIII secolo (1287), il corso d’acqua venne deviato per permettere la costruzione delle seconda mura che ingloberanno il nuovo quartiere del Raval. Nei terreni ai lati della Rambla iniziarono a nascere diversi palazzi signorili e conventi, soprattutto sul lato del Raval. Ma a partire dalla metà del Trecento si inizia a utilizzare La Rambla per smaltire non solo l’acqua piovana ma anche le acque reflue, quelle prodotte dall’uomo: alla fine del Settecento La Rambla era talmente intasata dai rifiuti e dai liquami che non la si poteva nemmeno considerare un fiume ma una fogna a cielo aperto! Cosi, nel 1776, un tratto per volta La Rambla venne ricoperta e trasformato il letto del fiume/fogna in un viale. Nasce non a caso nello stesso anno il Palau de la Virreina, un bellissimo edificio Barocco… 

ILARIA

Eh si, la storia della Rambla ha un forte vincolo con quella della città: i tumulti del 1835, a cui ti riferivi Vale, causarono scontri e devastazione in tutta Barcellona. Ma è proprio nella Rambla che l’ira e la frustrazione del pueblo si scatena contro la Chiesa, accusata di esser responsabile della situazione di precarietà e miseria in cui si trovava non solo la classe popolare ma anche la borghesia catalana. 4 Nel giorno dei tumulti vennero incendiati e smembrati 12 conventi. Le rivolte portarono a un decreto ufficiale (il decreto di Mendizábal del 1836) che regolava lo smantellamento dei beni ecclesiastici. Nello spazio liberato dalla scomparsa dei conventi furono costruite diverse strutture e spazi pubblici per la città che esistono ancora oggi come:

  • il Mercato de la Boqueria nato meno di un anno dopo la distruzione del Convento di Sant Josep, nel 1836, come mercato all’aperto. L’attuale struttura in ferro battuto è stata inaugurata nel 1912. È il mercato di generi alimenti più grande di tutta la Catalogna ed è impressionante il modo in cui vengono allestiti questi prodotti provenienti da ogni parte del mondo che riflettono il tessuto urbano multiculturale della attuale Barcellona e soprattutto del quartiere del Raval… In realtà il vero nome di questo mercato, come si vede scritto nell’ingresso è: mercato di San Josep, proprio per ricordare il convento che un tempo occupava quest’aria;
  • Anche il Gran Teatro del Liceu, di cui parlavamo prima, nasce dopo la distruzione del convento dei Trinitaris Descalços. Viene considerato il teatro più antico di Barcellona: i lavori iniziarono nel 1844 e fu restaurato ben due volte a causa di due incendi che lo distrussero (il primo nel 1861 e il secondo nel 1994);
  • la Plaça Real invece occuperà il posto di quello che era l’antico convento dei frati Cappuccini distrutto dagli incendi. La piazza, come la possiamo vedere ora è opera dell’architetto Daniel Molina che, nel 1848, ideò dei portici che rendono armonica l’unione tra il nuovo impianto e il preesistente tessuto medievale. 

VALERIA

La Piazza Real è una bellissima piazza che vi consiglio di visitare, piena di bar e ristoranti. Inoltre la struttura dei portici che coprono i violetti del Gotico è molto bella e suggestiva! Ma Ila, invece una curiosità:

perché a volte chiamiamo al plurale questa via Las Ramblas? 

ILARIA

Perché possiamo dividere la Rambla in cinque parti, ognuna con un nome diverso, che svela in realtà una caratteristica del pezzettino di Rambla in questione. 

VALERIA

Praticamente si può considerare questa strada come una città dentro la città!

ILARIA

Il primo pezzo venendo da Plaça Catalunya, per esempio, si chiama Rambla de Canaletes. Il nome Rambla de Canaletes è dovuto a una sorgente (datata 1500) la cui acqua scorreva in una canalina. La Fuente de Canaletes, la fontana che vediamo oggi in questo pezzo di Rambla è stata inaugurata nel 1860.

È un legame che nasce negli anni trenta del XX secolo: i tifosi si riunivano qui per leggere i risultati delle partite di calcio, trascritti su una lavagna, all’ingresso della redazione del giornale La Rambla, un quotidiano sportivo la cui sede si trovava proprio di fronte alla fontana di Canaletes. Una curiosità, pur non capendo niente di calcio, mi è capitato di entrare nello store del Barça sulla Rambla dove c’è una riproduzione fedele della fonte de Canalets! 

VALERIA

Ila, continuando con i vari nomi della Ramblas: oltre alla Rambla de Canaletes cosa troviamo? 

ILARIA

Subito dopo c’è la Rambla de los Estudios, chiamata così perché qui, nel 1536, nasce l’università popolare conosciuta come Estudios Generales. 6 Sempre scendendo verso il mare, dove un tempo c’era il convento di San Giuseppe, troviamo la Rambla di Sant Josep proprio dove oggi c’è il famosissimo Mercat de Sant Josep che tutti conosciamo come il Mercato della Boqueria. Abbiamo già parlato della Boqueria e del concerto di odori di pesce, carne, frutta che potrete trovare… ma una cosa che non abbiamo detto che la Rambla di Sant Josep è conosciuta anche come Rambla de los Flores perché in questo pezzetto di Rambla nasce il primo mercato di fiori in tutta Catalunya! 

VALERIA

E tutt’oggi possiamo trovare tanti fiorai davanti al Mercato della Boqueria… alcuni antichissimi! 

ILARIA

Eh si dal 1853 si vendono fiori sulla Rambla ma è solo dagli anni Sessanta che possiamo trovare i chioschi fissi… 

VALERIA

Ila, non abbiamo finito con i vari nomi della Rambla… che devo dire sono molto utili se devi vederti con qualcuno su questa lunga via: basta indicare il pezzettino di Rambla giusto! Quindi dalla Piazza Catalogna: la Rambla de Canaletes, Rambla de los Estudios, Rambla di Sant Josep o dei fiori… e poi? 

ILARIA

La Rambla dels Caputxins, dove si trova il teatro del Liceu e la Plaça Real che occupava, appunto, l’area del Convento dei Cappuccini distrutto dagli incendi del 1835. – e in utile La Rambla di Santa Monica, con il convento di Santa Monica distrutto durante la guerra civile nel 1937. La Rambla, fin dalle sue origini, non ha mai avuto una rigida morale: ma è sempre stata aperta e permissiva, oziosa e promiscua… la zona della Rambla di Santa Monica era quella dove storicamente si trovavano le prostitute (Lastre marmo ristorante Amaya, 1914). 

VALERIA

In questa ultima parte, potrete trovare oggi i pochi artisti di strada, le famose statue umane della Rambla. Ricordiamo che ad ottobre del 2022 sono iniziati, dopo sei anni di ritardi e tantissime polemiche, i lavori per “trasformare” la Rambla e creare degli spazi utili al cittadino. Sono dei lavori lunghi che dureranno si dice fino al 2030 ma che trasformeranno la Rambla in uno spazio pedonale moderno: si toglierà spazio alle macchine per darlo ai pedoni, aggiungendo più alberi e panchine… proprio come richiesto a gran voce dai vicini della Rambla! Ila invece..

consigli su cosa non perdere della Rambla?

  • Ovviamente il Mercat de la Boqueria, di cui abbiamo già parlato che è legato alla storia della città: già nel XII secolo si potevano comprare vari generi alimentari e ci sono testimonianze che documentano, dal 1217, la presenza di venditori di carne… soprattuto di caprone (il maschio della capra) chiamato in catalano “boc”… ed è da qui che molto probabilmente nasce il nome Boqueria!
  • Il Mosaico di Miró, altra cosa da non perdere: Inaugurato nel 1976, quest’opera ha un diametro di 8 metri e una forma di cerchio irregolare. Decorato con colori: bianco, nero, azzurro, rosso e giallo. Per espressa volontà dell’artista questo mosaico viene calpestato quotidianamente da chi passeggia per la Rambla come se fosse un pavimento qualsiasi!
  • Palau Bruno Cuadros Opera dell’architetto Josep Vilaseca i Casanovas, realizzata tra 1883 e il 1885 ha una facciata molto suggestiva ricoperta di ventagli, ombrelli e personaggi vestiti con abiti tipici giapponesi. Qui si vendevano ombrelli e ventagli e il drago in ferro battuto era l’insegna del negozio!
  • Il Monumento a Colombo, ne parlavamo proprio all’inizio dell’episodio perché è qui finisce la Rambla. Voglio dedicare qualche parola a quello che sembra essere il monumento più alto dedicato a Colombo. 8 Inoltre in pochi sanno che si può salire con l’ascensore per godere di una bellissima vista dall’altro: dove non solo si potrà vedere la Rambla in tutta la sua bellezza, ma guardando oltre la Rambla, verso il mare scoprirete La Rambla del Mar: un continuum della Rambla, ma sul mare!

VALERIA

Che poi Ila anche la via che prosegue oltre Plaça Catalunya ha il nome di Rambla, Rambla de Catalunya… 

ILARIA

Eh si, quasi per dare un senso di infinito a questo via che unisce mare e montagna, la Catalogna al mondo! Ed è qui che voglio citare la frase di Federico García Lorca, poeta spagnolo che visitando la Rambla dice: “L’unica via della Terra che vorrei non finisse mai…” 

Attentato sulla Rambla del 17 agosto 2017

VALERIA

Siamo arrivati alla fine di questo episodio, abbiamo detto tante cose sulla Rambla e ora, come anticipato all’inizio dell’episodio, vogliamo dedicare uno spazio a quel giorno… Il 17 Agosto del 2017 alle 16.53, quando un furgone bianco entra a tutta velocità nell’area pedonale della Rambla. Muovendosi a zig zag, investe pedoni e ciclisti. Entra da Plaça Catalunya e percorre la Rambla de Canaletes, la Rambla dels Estudis, la Rambla de Sant Josep… Per i numerosi impatti, dopo 550 metri, scoppia l’airbag e il sistema di sicurezza blocca il motore. Proprio sopra il mosaico di Miró. Muoiono 16 persone e 130 rimangono ferite nell’attentato più grave in Spagna dopo quello di Madrid del 2004 e la strage dell’Hipercor del 1987. Io mi trovavo in ospedale il 17 agosto del 2017. Mia figlia nata il 16 agosto, non aveva neanche 24 ore. Ad un certo punto ricordo che a Pietro squillò il telefono. Riconosco subito la voce di mia sorella, era tranquilla. Lei ha questa capacità di rimanere sempre in sé anche nei momenti peggiori, anche se tutto crolla. Con molta tranquillità disse a 9 Pietro di allontanarsi da me per non farmi preoccupare… anche se in realtà avevo già sentito. Gli dice che sono nascoste in un negozio e che non sa esattamente cosa stia succedendo, che forse qualcuno stava sparando in strada, nessuno dava informazioni ufficiali, ma c’erano molte persone con lei nascoste e tanta gente che scappava e urlava per le strade. Chiede a Pietro di andare a prenderla. Io all’inizio sono tranquilla accendo la TV e non dicono nulla. Pietro mi dice che non sa cosa succede ma che aveva sentito Stefy, mia sorella spaventata e senza pensarci sapeva di dover andare a prenderla. Stefy era andata in centro con la figlia di undici anni per fare un giro per negozi. Pietro esce con mio padre e io ricordo di guardarli con una sensazione di vuoto addosso. Al momento dell’attentato mia sorella e mia nipote si trovavano nel negozio di Zara a Plaça Cataluña, ma vennero fatte uscire e da lì iniziarono a scappare verso Passeig de Gracia. Mio padre e Pietro le raggiungono in un negozio, dove si erano nascoste, tra Carrer Consell de Cent e Passeig de Gracia. Mia sorella mi ha raccontato di aver sentito pace e di aver pensato “è finita” quando ha visto Pietro. Sono poi tornati tutti in ospedale, il luogo che per qualche ragione diventa il più sicuro e dove ci raggiunge poi anche mio cognato, che era con l’altra figlia in spiaggia. Ricordo ancora il loro abbraccio quel pomeriggio. La mia famiglia non era mai stata tutta insieme a Barcellona, erano li per la nascita di Mia. E mia sorella era a 130 metri dalla Rambla al momento dell’attentato. Per poco non perdo metà di me, quel 17 agosto del 2017. È curioso come reagisce la nostra mente. Non ho mai sentito paura, né quando mia sorella ha chiamato, né nei giorni successivi anche se devo ammettere di averci messo un po’, a tornare sulla Rambla forse per spirito di protezione verso la mia bimba. No ha sentito paura Pietro quando è uscito a prendere mia sorella. Non ha mai avuto paura nemmeno Barcellona e i suoi cittadini, che il giorno dopo si trovarono in centinaia a manifestare sulla Rambla, al grido di “No tinc Por” cioè “non ho paura”. No c’era paura e non c’era odio… Questo attentato, la reazione della gente, mi ha legato ancora di più a Barcellona e alla sua storia. 10 

ILARIA

C’è da essere orgogliosi di vivere in una città come Barcellona che è sempre capace di reagire con un messaggio di amore e pace anche di fronte ad un atto così violento. La Rambla spesso viene considerata l’anima di questa città e nei giorni che seguirono l’attentato ancora di più. Per me quel tratto di Rambla in particolare è come casa: lo attraverso, almeno un paio di volte al giorno, da sette anni ormai… da quando dopo aver vissuto in vari quartieri di Barcellona (e se avete ascoltato i primi due episodi, lo sapete già!) ho scelto il Barrio Gotico come casa. Qui è dove mi sono innamorata di Barcellona, ed è qui che me ne continuo ad innamorare ogni giorno… anche in quei giorni amavo follemente Barcellona e soffrivo con lei. La Rambla era una via dove ‘pe forza di cose ci dovevo passare ogni giorno: facevo la spesa al Carrefour della Rambla, i tour… Confesso che ancora faccio fatica a vedere le foto di quel pomeriggio… In quelle immagini riconosco ogni dettaglio… ma non riconosco la violenza, il sangue e la distruzione che non avevo mai visto nella mia Rambla. Io non c’ero quel pomeriggio, ero lì in quel momento. 

Solo per un caso non ero lì per fare un tour. Se avessi avuto il tour in programma, avrei attraversato esattamente quel punto alle 16.55: da carrer Portaferrissa, sarei salita per la Rambla per arrivare a Plaça Catalunya dove avrei incontrato i turisti. Se non avessi posticipato il tour, avrei preso i turisti e saremmo, come sempre entrati da Plaça Catalunya e avremmo attraversato la parte centrale, quella pedonale, della Rambla. Chi lo avrebbe mai potuto pensare che alle spalle un furgone potesse entrare e cercare di venirti addosso? Tante volte, mi son chiesta cosa avrei fatto se fossi stata lì presente… Ma non c’è una risposta perché chi ci è stato mi ha descritto l’Inferno sulla Rambla (e nei dintorni come ci ha raccontato Vale). 11 Io non ero lì quel pomeriggio a fare un tour perché, qualche ora prima, con mio padre e mia sorella avevamo deciso di salire La Rambla, prendere un trenino e andare verso il nord in una spiaggia del Maresme. Mio padre aveva deciso all’ultimo di venirci a trovare a Barcellona. Per questo avevo posticipato di due giorni il tour che avevo in programma per il 17 agosto alle 17h. Il giorno dopo sono dovuta passare per La Rambla: non era assolutamente la via sempre in festa che conoscevo: era un fiume di fiori, candele, messaggi per chi non c’era più e tanti peluche. Ricordo che camminavo in silenzio piangendo, anche nel tour del 19 agosto (quello posticipato) ho pianto sulla Rambla. Nonostante la tristezza, era bello incontrare volti familiari: ricordo che mi fermavo a parlare, abbracciando, tante persone che lavorando sulla Rambla. Gente che vedo tutti i giorni pur non sapendone il nome, stavamo lì parlando per ore… Era molto importante condividere quello che era successo… per tutti noi era stata una tragedia, ma c’è chi ha perso un proprio caro, c’è chi ha assistito alla disperazione e chi non c’è più per raccontarlo… era importante ascoltare e ognuno faceva quello che poteva: la resilienza che ha dimostrato il popolo di Barcellona, facendo fronte unito a questo evento drammatico, mi ha sconvolto positivamente… la città vibrava di forza e di energia vitale… La Rambla, durante il corso della sua lunga storia, si è sempre saputa adattare ad ogni difficoltà. Il magnetismo di questa, che attira visitatori da tutto il mondo, non si è spento con l’attentato ma vibra più forte di prima! La Rambla è tornata bella come non mai: cosmopolita, aperta, tollerante, dinamica, eccentrica, coraggiosa… se si dovesse fare un ritratto a Barcellona, sarebbe incompleto senza questa via! 

VALERIA

Siamo arrivati alla fine di questo episodio dove abbiamo detto di tutto su questa bellissima via! Vi ricordiamo che potrete trovare tutte le informazioni utili sulla Rambla, su come raggiungerla, nel nostro blog VisitareBarcellona.com. Vi lasciamo tutti i link in descrizione!

ILARIA

Ci vediamo nel prossimo episodio dove parleremo del Barrio Gotico!

Ho fondato e ideato questo blog nel 2010. Ho creato e diretto anche il podcast "Voci da Barcellona". Vivo a Barcellona felicemente da più di 10 anni :)

  • Settembre 8, 2023 at 22:57
    Vincenzo e Vittorio di Firenze
    Grazie, Ilaria e Valeria, è sempre interessante ascoltare attentamente i vostri episodi, che ci fanno rivivere la bella atmosfera di Barcellona. Commovente il racconto dell'attentato terroristico sulla Rambla, che avete condiviso così bene, e che ci ha molto emozionato.
    • Settembre 10, 2023 at 19:22
      ilaria
      Membri del team
      Ilaria
      Grazie mille Vincenzo e Vittorio per le belle parole e per seguirci! Un abbraccio
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